Parola d’ordine: stare insieme!

Handicap.. su la testa! è presente dalla fine degli anni 80, nata dal desiderio di un ragazzo di creare per sua sorella, affetta da disabilità intellettive, uno spazio nel quale poter condividere il tempo libero con gli amici, per offrire una realtà che andasse al di fuori dei percorsi scolastici ed educativi, dove oltre alle attività ricreative si desse spazio alle relazioni sociali. Dalla piccola realtà creata 30 anni fa da ragazzi in Largo Balestra a Milano, è nata l’associazione che è riuscita a prendere piede e istituzionalizzarsi fino ad arrivare ai giorni nostri, in cui è una realtà consolidata che opera in tutta la zona 6 di Milano, grazie allo straordinario apporto di più di 200 volontari ogni anno. Il suo spirito non si è perso negli anni, anzi, è più vivo che mai. 

Sono proprio i volontari la vera forza motrice di Handicap.. su la testa!

handicap su la Testa, VOLONtari

Tanti ragazzi, dai 16 ai 35 anni, mettono a disposizione il loro tempo e le loro energie e soprattutto il loro entusiasmo per mantenere viva l’anima dell’associazione. 

Se le istituzioni rispondono ai bisogni primari, quali la scuola, l’educazione, i percorsi formativi, Handicap..su la testa! favorisce invece la socialità dei ragazzi.

L’obiettivo è proprio quello di dare a ragazzi che hanno diversi tipi di disabilità, dall’autismo alla sindrome di Down, quella normale realtà che fa parte del percorso di crescita di tutti i giovani, di tempo libero, relax, uno spazio in cui possano esprimersi, sfogarsi, essere se stessi senza giudizi esterni, giocare, creare legami spontanei, divertirsi, senza necessariamente seguire le linee guida di percorsi educativi e attività prestabilite che svolgono a scuola o al centro diurno. Handicap.. su la testa! infatti è soprattutto divertimento!

Il CRH (centro ricreativo handicap) dell’associazione risponde proprio alla naturale necessità di ogni ragazzo di ritagliarsi uno spazio nel quale spendere liberamente il tempo libero, costruire amicizie liberamente, svincolati dall’assistenzialismo che domina spesso queste realtà, e, perché no, prendersi in giro con leggerezza: la parola d’ordine è spontaneità! E il pomeriggio trascorso con loro ne è la prova concreta. 

Le attività da svolgere nella giornata si decidono giorno per giorno tutti insieme, coordinatori, volontari e utenti, senza imposizioni ma con il solo scopo di trascorrere del tempo insieme. 

I laboratori sono variegati, si va dal laboratorio ortosimpatia, col quale, ogni sabato, attraverso l’ortoterapia, i ragazzi stanno in mezzo alla natura e imparano la coltivazione ortofrutticola e la cura del giardino gestendo un vero e proprio orto comunale, a laboratori di musica, come quello svolto a inizio 2020, grazie alla collaborazione di Stefano Puddighinu, docente della SAE Institute di Milano, che ha tenuto alcune lezioni durante le quali i ragazzi si sono potuti misurare con la vera e propria produzione di una traccia musicale, attraverso lezioni di mixaggio, campionamento, persino la preparazione del set con tanto di luci, e che è finito ovviamente per trasformarsi in una vera e propria festa per tutti!

L’attività principale dell’associazione è il CRH, sormontata poi dal CSH, centro sportivo handicap, attraverso il quale i ragazzi vengono accompagnati e guidati in diverse attività sportive, dal nuoto all’atletica. 

L’entusiasmo che si respira in associazione è alimentato soprattutto dall’apporto di tanti volontari giovanissimi. Spesso alle persone affette da disabilità ci si approccia attraverso il filtro del pietismo e della compassione col rischio di far sentire ancora più emarginato chi già lo è. I volontari più giovani arrivano invece senza giudizio, perché non ancora condizionati dai dogmi sociali, e riescono a creare rapporti spontanei e più liberi, perché liberi da preconcetti. 

In questo modo il percorso attraverso l’associazione si rivela ricco e positivo sia per i volontari sia per gli utenti. Chi rimane per qualche tempo, chi non vuole andarsene più. Tanti volontari partecipano alle attività da anni, mettendoci tutto il cuore, fino a diventare parte integrante del consiglio direttivo. 

Una festa itinerante!

handicap su la testa

 Oltre alla quotidiana merenda pomeridiana, una volta al mese si cena tutti insieme, in un gruppone di circa 120 persone, tra coordinatori, volontari e utenti gruppo, pronti a mettere a soqquadro qualche ristorante di Milano!

E per non farci mancare nulla, un mercoledì al mese si balla tutti insieme al Biko, dove i ragazzi possono scatenarsi e fare festa sulle note di diversi generi musicali. 

Durante l’anno sono previste diverse gite di due o tre giorni durante i weekend e due settimane di vacanze al mare in estate, alla scoperta della Riviera Romagnola. 

Handicap su la testa si occupa anche di residenzialità

Un’altra attività fondamentale tra quelle proposte dall’associazione è infatti la sperimentazione di percorsi di vita autonoma, nei quali si offre ai ragazzi la possibilità di uscire dal contesto familiare per alloggiare in una microcomunità, dove, con l’aiuto di educatori e gli stessi coinquilini, sperimentano un percorso di vita autonoma

Nel 2006 è nato infatti il progetto “Sulla strada verso l’autonomia” o, più informalmente, “Appartamento”, in due appartamenti nei quartieri Barona e San Siro, che prevede l’inserimento dei ragazzi in periodi di vita autonoma che vanno dai weekend a fasi più lunghe di 2 o 3 mesi, nei quali si vuole favorire il graduale distacco dalla famiglia, a una condizione abitativa permanente. 

Ogni percorso è diverso per ogni ragazzo, con obiettivi, stabiliti col coordinatore, a breve, medio e lungo termine in base alla situazione individuale di ciascuno.

Se Maometto non arriva alla montagna…ci arriva il digital!

handicap su la testa , ma sei matto?

Se qualcuno potrebbe pensare che l’arrivo di una pandemia mondiale sia stato di ostacolo alle attività di supporto di Handicap..su la testa!, si sbaglia di grosso! 

Volontari e coordinatori infatti si sono dati immediatamente da fare perché i ragazzi non rimanessero soli e continuassero ad essere seguiti dall’associazione su piattaforme digitali e videochiamate durante le quali incontrarsi, giocare insieme o semplicemente fare due chiacchiere. 

L’esperienza in Handicap su.. la testa! è un’esperienza che cresce e arricchisce, indipendentemente da quale sia la porta dalla quale entri. E che sia solo una sbirciata o un percorso di vita.

Per saperne di più o per entrare a far parte di questa coloratissima comunità o approfondire le attività, vale la pena fare un giro sul suo ricchissimo sito: 

Articolo a cura di Giulia che racconta:

“Quando entro nella saletta di Largo Balestra, all’interno del parchetto sul quale sta calando la nebbia di un freddo novembre milanese, mi avvolge subito l’atmosfera che si respira all’inizio di una festa di compleanno. Cartelloni coloratissimi dappertutto, striscioni, ragazzi che ridono e giocano. Vengo subito accolta con entusiasmo. 

A causa del lockdown in corso, mi spiegano che le attività sono ridotte e di conseguenza anche il numero delle persone. 

Per dare spazio a tutti, i ragazzi vengono scaglionati in turni di un paio d’ore ciascuno e così i volontari. Questo pomeriggio le attività vengono gestite da Tahomy, un ragazzo di 28 anni che, armato di chitarra, ci strimpella canzoni rendendo l’atmorfera ancora più festosa, Alessandro, 18 anni e Simone, 30 anni, che ha iniziato come volontario e ora è coordinatore delle attività e ha fatto di questa esperienza un lavoro vero e proprio. 

Arrivo giusto giusto per l’ora della merenda. E naturalmente non me lo faccio dire due volte!

Ci sediamo tutti intorno a un tavolone, vengono distribuiti succhi di frutta e patatine che sgranocchiamo chiacchierando un po’ su quello che sta succedendo nel mondo, zone rosse, zone arancioni, il gran casino nel quale tutti stiamo cercando di sopravvivere e farci un’opinione. Si decide tutti insieme che cosa fare nelle prossime ore. Vengo accolta subito  come una del gruppo, e intorno al tavolo siamo tutti uguali, non ci sono volontari, utenti o esterni. Siamo tutti ragazzi che chiacchierano e fanno merenda insieme.

Decidiamo di giocare a creare delle storielle e poi metterle in scena. Un vero e proprio spettacolino teatrale. Mi sorprende la creatività di Francesco, uno degli utenti presenti,  che in pochi secondi inventa una storia di sana pianta, dando una parte a ognuno di noi. Dopo ogni scena ci spanciamo tutti dalle risate. Poi optiamo per il gioco dei mimi e giù di nuovo a ridere come matti. 

È un’atmosfera leggera, spensierata nella quale si dimentica facilmente tutto il casino mondiale che c’è là fuori. 

Quando mi hanno parlato di Handicap..su la testa! me l’avevano descritto come uno spazio scevro dai giudizi, dove ci si diverte e ci si sente a proprio agio . E ne ho avuto una piacevole conferma.”