Gli Hashtag si diffondono a partire dal 2006 con Twitter, il social network su cui gli utenti prendono fin da subito l’abitudine di “etichettare” le varie conversazioni.

Ma cosa sono davvero, a cosa servono e come si utilizzano al meglio?

Partiamo dal suo significato lessicale:  hash” indica il # (cancelletto) e “tag” significa “etichetta”.

L’ hashtag è, dunque, uno strumento, o, meglio, quello che tecnicamente si definisce un “tool”, che contrassegna in modo specifico il testo che pubblichiamo su di un social network.

Ad oggi è utilizzato fondamentalmente su Twitter, Facebook, Instagram e Google Plus.

Il suo utilizzo consente di suddividere le “conversazioni” per argomenti e si può considerare alla stregua di una parola chiave che sintetizza il testo a cui si riferisce.

DOPPIA FUNZIONE DELL’UTILIZZO DELL’HASHTAG.

L’hashtag indicizza dunque i contenuti condivisi: cataloga i post sul web consentendo di visualizzare tutte le conversazioni etichettate con quell’hashtag.

In questo modo se stai cercando informazioni utili su un determinato argomento, cliccando sull’hashtag verrai reindirizzato su di una pagina in cui troverai tutti i post  degli utenti (pubblici o di “amici”) che riportano quel medesimo hashtag.

L’hashtag si identifica come uno strumento che crea filtri di ricerca, ma, al contempo, l’utilizzo di hashtag ti consente di inserirti in una specifica conversazione e di “farti trovare” più semplicemente da chi sta cercando materiale ed informazioni sull’argomento in questione.

Questo significa un incremento della tua visibilità sul web!

E incrementare la visibilità sul web significa portare traffico sul proprio sito, portare visite al proprio profilo, incrementare il numero di atterraggi sulla propria landing page.

Tutto questo rientra perfettamente nella metodologia che propone l’inbound marketing: creare una strategia che non disturbi i potenziali utenti, ma che faccia in modo che chi si dimostri interessato ai nostri contenuti ci trovi!!!

Ovviamente la capacità di mantenere il visitatore dopo averlo attratto va di pari passo con i contenuti che proponi.

Devono essere contenuti “rilevanti”, ovvero perfettamente centrati sull’argomento che hai sintetizzato nella parola chiava utilizzata nell’hashtag.

PILLOLE PER UN CORRETTO UTILIZZO DELL’HASHTAG.

Prima pillola.

Sii pertinente al tema che tratti.

Nella scelte delle parole che costituiranno il tuo hashtag sii il più specifico e sintetico possibile.

Un hashtag troppo lungo diventa pressoché illeggibile.

Un hashtag troppo generico rischia di “disturbare” altre conversazioni che poco hanno a che fare con l’argomento che stai trattando e verrai ritenuto “fuori tema” rispetto ai contenuti che l’utente sta cercando. Così perdi “rilevanza” e non raggiungi l’obiettivo di incrementare il traffico sui tuoi canali web.

Seconda pillola.

Il numero di hashtag ottimale è tra 1 e 3.

Non usare troppi hashtag per etichettare il tuo contenuto, rischi di far venir meno la specificità che ti serve per garantire la rilevanza del tuo contenuto rispetto a chi sta cercando un argomento ben specifico.

Terza pillola.

Inserisci gli hashtag all’interno di una frase.

La tendenza è quella di utilizzarli in chiusura del post (spesso lo facciamo anche noi!), ma se si utilizza contestualizzando il senso dell’hashtag si ottimizza ulteriormente l’efficacia del nostro tool.

Tre pillole, specifiche e stringate proprio come gli hashtag che dobbiamo utilizzare!

Pronto a etichettare i tuoi contenuti?

Se vuoi saperne di più contattaci qui >