Se la tua organizzazione non profit  ha attivato Google Ad Grant, aderendo al programma Google per il Non Profit, a dicembre 2017 avrai sicuramente ricevuto da Google una mail che ti informava su come cambia il programma ed i requisiti che il tuo account deve avere dal 1 gennaio 2018, per continuare ad usufruire del budget di 10.000 dollari/mese gratuito in pubblicità AdWords.

Oltre a rispettare le norme AdWords standard, gli utenti del terzo settore beneficiarie di Ad Grants, dovranno rendere conforme il proprio account rispettando le norme del programma Ad Grants in vigore dal 1 gennaio 2018.

Come cambiano le norme del programma.

Uno dei requisiti necessari è quello di mantenere un CTR, cioè il rapporto che indica la frequenza con cui le persone che vedono il tuo annuncio e fanno clic su di esso, del 5% nel mese solare.

Quindi se il mio annuncio Ad Words viene visualizzato da 100 persone almeno 5 devono cliccare.

Questo rende la gestione piuttosto impegnativa e richiede una professionalità e una conoscenza non solo dello strumento ma anche delle skill sul marketing digitale.

Nel caso in cui non si soddisfi tale soglia del 5% per due mesi consecutivi, Google dice che l’account verrà disattivato ma la non profit beneficiaria di AdGrant, potrà chiedere la revisione dopo aver apportato le modifiche necessarie alla campagna.

Come mantenere i requisiti e ottenere un CTR del 5% sulle campagne Ad Words.

Su questo, Google stessa ci viene in aiuto, dandoci una serie di consigli utili che riepilogo di seguito.

  • Le parole chiave che generano un numero di impressioni elevato ma un CTR basso vanno messe in pausa.
  • Aggiungere parole chiave a corrispondenza inversa del rapporto sui termini di ricerca per evitare di pubblicare l’annuncio per ricerche non pertinenti.
  • Assicurarsi che per ogni campagna attiva sia impostato il targeting geografico. Se non si imposta una località, gli annunci possono essere pubblicati in tutto il mondo, il che determinerà un peggioramento del CTR e del punteggio di qualità nelle aree in cui non si offrono i propri servizi.
  • Parole chiave generiche vanno messe in pausa, concentriamoci su quelle più specifiche per gli obiettivi della nostra  organizzazione non profit.
  • Suddividere l’elenco di parole chiave in gruppi di annunci strettamente tematici in modo da poter personalizzare gli annunci con termini simili alle parole chiave.
  • Fare offerte in base ai termini correlati al brand dell’organizzazione, che dovrebbero avere un CTR elevato.

Un’alta serie di caratteristiche da verificare per mantenere attivo l’account Google Ad Grant sono:

  • Eliminare parole chiave attivate con un punteggio di qualità basso, ovvero pari a 1 o 2.
  • Tra le parole chiave attivate eliminare parole chiave singole non approvate o termini correlati al brand di altre organizzazioni.
  • Avere almeno due testi degli annunci per gruppo di annunci attivato o almeno due gruppi di annunci per campagna attiva e i sitelink attivi.

Dal 1° gennaio 2018 inoltre, Google ha inviato una email con l’invito a compilare il questionario annuale, agli indirizzi email che si utilizzano per accedere al proprio account, questo è da compilare assolutamente perché anche se le nostre campagne soddisfano il requisto del CTR 5%, l’account viene disattivato.

Questo non vuol dire che Google sia diventato improvvisamente cattivo con le associazioni non profit che partecipano al programma, l’intenzione è garantire una maggiore chiarezza e offrire standard di qualità più elevati per i servizi pubblicitari gratuiti, il budget in questo modo verrà speso nella maniera più corretta e di conseguenza con il migliore rendimento possibile.

Una nota positiva è la rimozione del limite di 2 dollari e la strategia di offerta, se già non è così, si può impostare in “massimizza le conversioni” avendo cura di impostare correttamente il conversion tracking.

Consigliabile comunque dare sempre un’occhiata alle norme del programma Google Ad Grants.