Abbiamo spesso evidenziato la centralità del coinvolgimento emozionale dei donatori.

Sia che si tratti dell’associazione non profit sia che si faccia riferimento ad una specifica causa a cui la onlus si dedica, è sempre fondamentale costruire delle relazioni con i sostenitori affinché si sentano profondamente coinvolti e partecipi nelle azioni poste in campo per “migliorare il mondo, per sconfiggere le ingiustizie, per sostenere la ricerca, per sconfiggere malattie su cui oggi siamo impotenti”.

La giornata del dono si avvicina!

Con questa articolo suggeriamo tre aspetti emozionali su cui riflettere per migliorare l’efficacia della comunicazione della tua associazione e fare centro nel cuore dei donatori.

A breve, gli iscritti alla nostra newsletter, potranno scaricare l’intera guida con i DIECI CONSIGLI PER ATTIVARE DONATORI.

TRASPARENZA

La reputazione della non profit e dei fundraiser che per essa operano è di primaria importanza.

Spesso infatti si riscontrano resistenze alla donazione che scaturiscono dai dubbi sull’operato della specifica associazione.

Come useranno i miei soldi? E’ la prima domanda che ognuno di noi si pone nel momento in cui valuta la possibilità di fare una donazione per una causa in cui crede.

Dobbiamo fare in modo che la risposta sia immediata, chiara e che non lasci spazio ad alcun dubbio.

Tutto questo si ottiene con il continuo sforzo di comunicazione sulle attività dell’associazione, sulla quantità dei soldi raccolti per la singola causa e sulle modalità di utilizzo: cosa si è fatto, cosa si progetta di fare. I benefici e i servizi che ne derivano a vantaggio dei cittadini e tutti i dati economici che ne quantifichino il valore devono essere pubblici e di facile lettura.

Amministrare il patrimonio della non profit in modo etico. Essere in grado di dimostrare i risultati dell’organizzazione che sono volti al miglioramento delle condizioni di vita e focalizzare l’attenzione sulla percezione dei medesimi risultati da parte della comunità, dei donatori, dei volontari al fine di mantenere quanto più possibile elevato e consolidato il riconoscimento degli sforzi dell’associazione di rendicontare ogni singola attività con la massima trasparenza.

Nei casi in cui sia possibile connettere il donatore direttamente con il beneficiario, fatelo. Non c’è modo migliore per dimostrare  l’autenticità delle vostre cause e l’efficacia della vostra non profit.

COERENZA

Potrà sembrare banale, ma merita comunque una riflessione: il motivo principale che spinge le persone ad essere coerenti rispetto alle loro azioni è che non vogliono risultare, agli occhi di chi le osserva, incoerenti rispetto alle loro azioni passate.

E’ un concetto importante che suggerisce una leva fondamentale per le cause promosse dalle onlus.

Sappiamo infatti che è quasi sempre più facile chiedere a qualcuno un impegno non economico come, ad esempio, la firma a sostegno di una petizione, la condivisione di un post sui social network rispetto alla richiesta di denaro.

Ma se la persona ha già sottoscritto la vostra causa o compiuto un’azione a sostegno di una battaglia che avete condiviso, allora, al momento della richiesta di un supporto anche economico, sarà più semplice ottenere una donazione.

Questo è anche il motivo per cui è sempre molto più costoso acquisire un nuovo donatore piuttosto che convincerne uno esistente ad attivarsi.

Pensateci e fate in modo che i vostri donatori possano aver salva la coerenza tra pensiero ed azioni!

AUTOREVOLEZZA

Siamo naturalmente portati a credere a qualcuno che riteniamo essere autorevole.

Un messaggio diventa più facilmente memorabile se la fonte da cui proviene è stimata e ritenuta davvero competente.

Le associazioni devono quindi lavorare anche per costruire un’immagine degna di rispetto, di serietà, di affidabilità.

Il modo più semplice ed immediato per ottenere questo risultato è corredare la comunicazione – a sostegno dell’associazione e delle sue cause – di dettagli e statistiche, usando, ovunque possibile, credenziali che siano verificabili.

Bisognerà saper bilanciare la diffusione di immagini, che sappiamo essere di maggior impatto emotivo e che quindi suscitano spesso una reazione immediata, a cifre e dati che supportino quelle stesse immagini, a vantaggio di chi, di fronte alla sola immagine, non si fosse ancora attivato perché il dubbio, sulla realtà della situazione, risulta ancora forte.

Non temete, ad esempio, di lanciare una raccolta fondi “soddisfatti o rimborsati” in cui i donatori potranno chiedere indietro i loro soldi se non saranno soddisfatti delle informazioni ricevute o delusi dall’attività dell’associazione per cui sono stati richiesti i soldi.

Fidatevi. Avrete delle piacevoli sorprese!

Usate questi consigli anche per prepararvi alla giornata mondiale del dono del 27 novembre!

E, se avete bisogno di aiuto, contattateci!