Questo non è un bar

Passeggiando sui Navigli a Milano tra shopping sfrenato nella fashion district e negozietti vintage, può capitare di imbattersi nelle coloratissime vetrine di un baretto chiamato Rab, al numero 41 di corso San Gottardo. 

Infilarcisi dentro non solo è una tentazione irresistibile ma è quasi un dovere perché parliamo di un vero e proprio gioiellino di una delle zone più vive della città. 

Rab non è un bar come tutti gli altri, ed è senz’altro ben distante dalla frettolosa routine da “cappuccio & brioche” della tradizione milanese. 

Ci si può passare davanti in un nebbioso sabato pomeriggio prenatalizio e venire immediatamente catturati dalla voglia di accoccolarsi su uno dei suoi accoglienti divani a sorseggiare una cioccolata calda, o magari in estate fare una sosta per un freschissimo aperitivo con un drink e le tante prelibatezze offerte dalla casa.

Si può fare un brunch con la famiglia la domenica mattina, una serata alcolica con gli amici tra i tantissimi giochi di società messi a disposizione dei clienti o un primo appuntamento romantico, il figurone è assicurato!

Rab è pronto a coccolarvi in ogni momento della giornata, con ottime bevande e tante leccornie per tutti i gusti e per tutte le età. 

Quello che è certo è che una volta entrati si farà fatica a uscire perché qui ci si sente davvero a casa e il calore che si respira tra le sue poltroncine è più unico che raro.

Ma questo posticino non è speciale solo per le sua rinomate focacce e i golosi dolcetti che affollano il suo bancone, ma anche per il suo staff davvero scoppiettante.

Il laboratorio Baracca: tutto nasce per gioco!

Per capire da dove arriva la forza dell’atmosfera di questo locale dobbiamo fare un passo indietro a qualche anno fa. Fino al periodo in cui a Silvia e Valentina, le due socie fondatrici di Rab, entrambe con una lunga esperienza di volontariato con ragazzi con  disabilità mentali, erano impegnate a tempo pieno con l’associazione milanese Handicap.. su la testa!, che opera con ragazzi con diversi tipo di disabilità intellettive, di cui abbiamo parlato qui.

Per proporre qualcosa di nuovo da fare tutti insieme provano a coinvolgere i ragazzi in attività diverse da quelle normalmente svolte nei centri diurni. 

Scrivono un piccolo progetto che prevede un corso molto blando di semplici ricette di cocktail e pietanze da preparare insieme ai ragazzi. E l’idea viene subito accolta con entusiasmo. 

Nasce così il Laboratorio Baracca nel quale i ragazzi e volontari una volta a settimana se la spassano tutti insieme improvvisandosi bartender e cuochi. 

Ma se il progetto è nato per gioco, l’idea pare essere un successo, tanto da entrare in contatto con Biko, storico Arci milanese, col quale nasce subito una collaborazione, e una serata al mese viene organizzata e gestita dai ragazzi di Handicap.. sul la testa! e il laboratorio Baracca. 

La serata prende piede e partono altre collaborazioni con vari locali di Milano. 

E così inizia a nascere l’esigenza di rendere più solido e concreto il progetto e a pensare di far sì che ne derivi un vero e proprio sbocco lavorativo per persone con disabilità intellettive, per le quali non è così facile e scontato affacciarsi al mondo del lavoro, mantenendo però lo stesso, e possiamo dire vincente, approccio di Handicap.. su la testa!, nel quale si valorizzano le relazioni spontanee, si dà spazio e sfogo alla personalità accantonando così il giudizio e il pietismo. 

Si inizia a pensare di dare vita a un contesto lavorativo che metta in primo piano i rapporti, l’inclusività, la comunicazione tra le persone, non sia competitivo, ripetitivo e circoscritto ma nel quale si possano invece abbattere le barriere e scardinare gli stereotipi. E dove le persone siano valutate non per i loro limiti ma per le loro capacità e per l’apporto che danno al contesto lavorativo. 

E così, da quello che era nato quasi per gioco e ha avuto una risposta ben più inaspettata e positiva del previsto, e nonostante un percorso non sempre facilissimo anche ecomicamente, nasce nel 2015 la Cooperativa Baracca e nel 2016 si aprono le porte di Rab – questo non è un bar. 

Le menti dietro a Rab sono diverse e variegate, ognuno porta la sua formazione e il suo background, e il locale stesso nasce anche fisicamente da uno sforzo comune, restaurando e rimettendo in sesto oggetti e mobili recuperati dalla strada. Non è un caso infatti che ogni piccolo dettaglio tra le mura di Rab vibri di vita e racconti una storia. 

Si crea pian piano una piccola, preziosa realtà, uno spazio libero, dove si abbattono letteralmente le barriere sociali e ogni forma di discriminazione.

Un’esperienza formativa a 360 gradi

Rab è diventato un importante percorso di formazione anche per i tirocini curriculari dei ragazzi degli enti di formazione lavoro. Sono diversi infatti i tirocinanti che hanno chiesto a gran voce di andare a fare la propria esperienza di praticantato proprio a Rab. E altrettanti quelli che, terminato il tirocinio, hanno proseguito lì il loro percorso come soci volontari. 

Ad oggi Rab ha ospitato 24 tirocinanti di cui 17 con disabilità, ha 10 soci lavoratori di cui 4 con disabilità e 10 volontari di cui 3 con disabilità

È ormai una realtà cosolidata e un punto di riferimento per il quartiere e non solo, promuove cultura, contatto, relazioni e una programmazione artistica fitta e variegata, che va da mostre, serate di cabaret a performances musicali di ogni genere, dal blues, al jazz, al rock, al reggae fino alla musica elettronica. 

È un posto libero, e ha raggiunto e superato il suo obiettivo, partendo da un piccolo laboratorio che grandi obiettivi non ne aveva, è riuscito a esportare il modo e la voglia di stare insieme che del n°41 di San Gottardo sono il cavallo di battaglia, trasmettendo la sua genuinità non solo a chi ne è all’interno ma anche all’esterno.

Seppur a fatica in questo anno devastante che ha annientato svariate realtà della scena milanese e non solo, Rab è riuscito a rimanere in piedi con un bando vinto nell’autunno 2020 e grazie a una campagna di crowdfunding che ha avuto una risposta altissima in termini di partecipazione e condivisione. 

E ora che finalmente le sue porte sono di nuovo aperte e pronte ad accoglierci, non resta che andare a dare una sbirciata al suo look tutto nuovo, perché se dopo un anno così pesante abbiamo tutti bisogno di spensieratezza, non ci sarà posto migliore nel quale ritrovarla. 

RAB

Corso San Gottardo 41

20136

Milano

02/83520869

https://www.facebook.com/spaziorab

http://spaziorab.it/