L’attività di fundraising è essenziale alla vita stessa della onp.

Banale dire che senza finanziamenti è impossibile sostenere le cause in cui crede l’organizzazione. Meno banale traslare questi concetti nel progetto di una strategia di fundraising che sia davvero funzionale.

Troppo spesso accade infatti che la no profit si lasci accecare dall’obiettivo della raccolta di fondi, trascurando i passi necessari che precedono la richiesta di denaro.

Innanzitutto chi opera per la no profit deve comprendere i principi del marketing che si applicano sempre e comunque anche al terzo settore. Non ci si può improvvisare rischiando di commettere errori che “uccidono” la causa anziché sostenerla.

Abbiamo già avuto modo di spiegare  ( qui La rilevanza della fiducia e della trasparenza nelle relazioni di fundraising)quanto sia importante la reputazione di una onp, ancora più importante delle varie certificazioni che può vantare. E la reputazione di una onp altro non è se non la brand reputation del mondo profit.

Altro aspetto fondamentale è il monitoraggio dei risultati rispetto agli obiettivi e la consapevolezza di dover correggere ed adattare le attività intraprese in funzione dei riscontri che si sono (o non si sono) avuti. E qui siamo nell’ambito dell’analisi che sta alla base della rimodulazione del business plan del mondo profit.

Inevitabilmente queste considerazioni aprono alla ferma certezza che promuovere una causa quando questa è ancora acerba e non ha gli elementi sufficienti necessari al fundraiser per fare il suo lavoro porta ad un completo fallimento.

Ci spieghiamo meglio: se non si è precedentemente redatto un progetto, se non si ha la piena capacità di spiegare chi siamo, cosa facciamo, perché ci crediamo e, non dimentichiamolo, di illustrare come verranno utilizzati i soldi che riceveremo dai donatori, se non si sono costruite le debite “relazioni”, molto semplicemente non troveremo persone disposte a donare.

Vero forse che otterremo qualche donazione, ma siate certi che sarà one-off, ovvero una donazione che non sarà ripetuta e che proverrà da un donatore che avrà allungato pochi euro pur di non essere più disturbato. Esemplificato: avrete ottenuto qualche spiccio e perso pressoché definitivamente un potenziale donatore.

Ecco perché gli elementi fondamentali dell’attività di fundraising comprendono la conoscenza dei principi del marketing e quindi capacità di:

  • analisi,
  • progettazione,
  • implementazione della reputazione
  • pianificazione della strategia
  • costruzione di relazioni
  • gestione dei dati
  • capacità di comprenderli per poterli utilizzare tutti a vantaggio della raccolta fondi.

Senza tutto questo, rischiate di attendere il momento della raccolta delle mele avendo dimenticato di piantare l’albero.

Niente di semplice, nulla di impossibile. E a noi di fundraising digitale piace pensare di essere Help for Helpers. Se pensate che possiamo esservi utili, contattateci: siamo qui per voi!