Affinché l’attività di raccolta fondi funzioni, è fondamentale avere ben chiaro che il potenziale donatore non si attiverà se non sarà fortemente coinvolto a livello emozionale.

Comunicazione e fundraising sono strettamente correlati.

L’errore più frequente delle onlus consiste nell’aspettarsi una donazione basandosi semplicemente, o ingenuamente, sulla loro mission, ovvero: “faccio del bene, non puoi non sostenermi”. Ecco, così non funziona più. E’ fondamentale che si instauri una relazione che consenta al donatore di “sentire” che il suo gesto farà la differenza.

Si potrebbe dire che stiamo parlando di fundraising emozionale, ma dobbiamo sapere che è un pleonasmo: il fundraising DEVE essere emozionale. Se non lo è, molto semplicemente non funziona. Siamo arrivati al dunque: il no profit deve investire in creatività. Prendiamo coscienza di uno stereotipo che fino ad oggi ha danneggiato il sistema della raccolta fondi. Non è immorale investire risorse per realizzare e diffondere contenuti ad alto impatto emozionale.

comunicazione e fundraising E neppure è immorale usare immagini “forti”, a patto che siano vere e non risultino finte anche se realizzate ad hoc. L’immagine forte e vera è sincera, è trasparente, rappresenta esattamente tutto ciò che non vogliamo più vedere e contro cui ci battiamo.

“Every 60 Seconds A Species Dies Out. Each Minute Counts”

“Help Us Fight The Effects Of Cosmetic Testing”

L’immoralità sta nel consentire che al mondo si vedano ancora certe situazioni. Se vi state adoperando per una causa che non implica situazioni di rabbia, dolore o disgusto, l’approccio ai contenuti può far emergere quanto sia importante il sostegno alla vostra onlus per mantenere le condizioni che avete creato. Immaginiamo che siate un’associazione sportiva dilettantistica, una compagnia teatrale, una proloco.

Qual è la vostra funzione all’interno di una comunità? Molto probabilmente i vostri “valori forti” sono l’aggregazione, lo spirito di squadra, la volontà di mettersi a disposizione del proprio paese per creare dei momenti di incontro appaganti, per contribuire a crescere dei bambini che abbiano un luogo di ritrovo sicuro, educativo e formativo, per diffondere cultura.

Cause lodevoli che possono essere raccontante o in positivo oppure portando ad evidenziare come sarebbe il mondo se voi non ci foste. Anche in questo caso, portando il donatore a riflettere sul tema della solitudine, di ragazzini privi di punti di riferimento o, ad esempio, su un mondo che non produce bellezza intesa in senso lato, susciterete in lui la volontà di mantenere viva e operativa la vostra associazione.

La scelta è di pura strategia creativa, finalizzata a raggiungere il vostro target. Fondamentale è che siate autentici. Sempre. Dite la verità e usate contenuti che vi aiutino a comunicarla. La storytelling continua ad essere elemento focale sia che si parli di sistemi offline di raccolta fondi sia di fundraising digitale.

Testi, immagini, video non sono spreco di risorse. Non a caso nelle prime righe di questo articolo si parla di investire. Questa impostazione vi porterà un ritorno ben più importante delle risorse che avrete dedicato alla comunicazione. fundraising storytelling La discriminante è una sola: fatelo bene, con attenzione, con amore, con la volontà di stabilire una relazione personalizzata con ogni vostro donatore.