ANALISI DEL TRAFFICO SULLE PAGINE DEDICATE ALLA CAMPAGNA DI FUNDRAISING CON ANALYTICS

Sapere quante persone vedono la pagina della tua campagna di Fundraising e quante seguono il link per la donazione, serve a capire quanto la campagna stia avendo successo nella conversione dell’utente in donatore.

Un corretto piano di misurazione è molto utile anche in tutte e quattro le fasi di Inbound Marketing per il Non Profit.

Google Analytics è uno strumento gratuito che puoi usare sul tuo sito. E’ invisibile – nascosto nel codice – e registra le statistiche sul numero di persone che visitano il sito in oggetto, quello che guardano, su cui si soffermano, per quanto tempo, da dove provengono, in quale Paese si trovano e molti altri dati utili.

Molti siti web hanno già questo tool, ma per utilizzarlo serve un log-in. Se non è già nel sito, lo si può strutturare eventualmente con un po’ di aiuto.

Google Analytics è utile per i digital fundraiser perchè è in grado di dire quante visite hai sul sito in un periodo definito. Se tu sai quante donazioni ottieni dal tuo sito in quel periodo puoi quindi lavorare facilmente al tasso di conversione.

Per esempio, se Google ti dice che hai avuto mille visite la settimana scorsa e tu su quella settimana hai avuto 10 donazioni, allora puoi calcolare il tasso di conversione, ovvero 10/1000=0.01 e quindi 1% di tasso di conversione.

Puoi anche vedere le visite ad una pagina specifica, come la pagina in cui è contenuto l’appello, ottenendo anche una stima del tasso di conversione nei primi passi del processo. Se si sta monitorando il tasso di conversione della pagina dell’appello alla donazione puoi calcolare l’effettivo tasso di conversione come spiegato sopra. Cosa che diventa difficile se non sei sicuro di quali siano le donazioni che effettivamente provengono dalla pagina dell’appello e quali sono generiche donazioni fatte attraverso il sito.

fundraising con analytics

Si possono incrementare le informazioni da Google Analytics attivando imposta gli obiettivi, consiste nella possibilità di definire una serie di pagine che l’utente naviga per arrivare alla donazione (il percorso).

Google può anche tracciare quanti Obiettivi si ottengono.

Monitorando gli obiettivi per ogni campagna si può anche tracciare il tasso di conversione per ogni specifica campagna, anche se non si sta monitorando quali donazioni arrivino da specifiche campagne sul nostro sito. I successi forniscono anche automaticamente i tassi di conversione nel loro complesso e ad ogni passo del processo, risparmiando qualche computo matematico che non è mai una brutta cosa.

C’è da dire che il limite di google è che non conosce l’importo della singola donazione sebbene si possa avere una media approssimativa del valore delle donazioni. C’è un altro strumento che risolve e supera questo limite: il monitoraggio dell’e-commerce.

Utilizzandolo Google fornirà un report del numero di vendite (o, nel nostro caso, di donazioni)  e quanto valga ognuna di esse.

Si potrà anche avere il report del valore delle donazioni che il sito ha ricevuto in totale in determinati intervalli di tempo.

Lo svantaggio del report dell’e-commerce è che è sicuramente più difficile impostare in modo corretto i primi passi rispetto all’utilizzo di Obiettivi e che sarà necessario un programmatore che imposti il tutto. In ogni caso è un investimento che vale la pena fare. Qualunque strumento possa dare informazioni su come e perché le persone effettuano una donazione è sicuramente utile soprattutto sul lungo periodo.

Questi strumenti diventano particolarmente potenti se combinati con quelli che sono chiamati “segmenti”. Google consente infatti di segmentare i visitatori in differenti modi e segmenti in base alle regole che vengono impostate.

Per esempio, tutte le persone che provengono da twitter, o tutte le persone che cliccano dalla newsletter, o le persone che leggono una case-study sul sito. Questi segmenti possono essere salvati  e valutati in rapporto con i report dei dati degli obiettivi o dell’e-commerce. Questo significa che è possibile vedere quali siano le storie che producono il maggior tasso di conversione, se siano gli utenti di Fb piuttosto che quelli di twitter ad essere più generosi rispetto a donatori di altra provenienza, come molte donazioni provengano da un certo canale e molto altro ancora.

Come abbiamo visto, misurare le campagne di fundraising con analytics da un vantaggio enorme, ancor più  se si utilizzano tutti gli strumenti di Google per il non profit.