Per gestire al meglio le performance del fundraising digitale è bene redigere un budget.

Il budget è un piano economico che consente di programmare le attività volte al perseguimento di obiettivi strategici od operativi ed è anche una funzione di management che permette una supervisione dell’efficacia della singola campagna di fundraising digitale. Il tutto ovviamente anche finalizzato a rendere chiari e trasparenti i successi conseguiti.

Questo è utile sia alla non profit e a chi per essa lavora sia ai donatori e ai potenziali donatori che ricercano dati per verificare l’accountability della non profit.

E’ dunque opportuno redigere un budget per ciascun programma di fundraising in cui siano evidenziate tra le voci che si ritiene di inserire, quelle afferenti le spese per il personale, le spese dirette e le stime delle spese indirette.

Il fundraising va inserito come investimento a cui dovrà far seguito un profitto da intendersi come ricavo netto che sostiene le spese operative per i programmi e i servizi correnti.

E’ bene essere consapevoli che una valutazione a fine anno del risultato economico (ovvero TOT COSTI VS TOT DONAZIONI) è fuorviante e non veritiera della campagna di fundraising a cui si riferisce.

Nel corso di un singolo anno, infatti, possono influire donazioni importanti, quali lasciti testamentari, che non è detto si ripetano negli anni successivi e che, come diretta conseguenza, farebbero leggere in modo non aderente alla realtà i risultati della campagna, soprattutto quando questa viene confrontata con altre in corso.

Dunque un budget ragionato su un periodo più lungo consente invece di fotografare in modo più chiaro e scevro di distorsioni la performance della campagna in analisi.

Per questo un budget definito su un piano triennale consente sia una pianificazione migliore sia una valutazione più realistica degli obiettivi raggiunti dall’attività di fundraising.

Elena Chiorino