Il crowdfunding (dall’inglese crowd, folla e funding, finanziamento)  è una forma di crowdsourcing e consiste in un processo collaborativo in cui un gruppo di persone utilizza il proprio denaro per sostenere un’idea, rendendola un progetto concreto e realizzabile.

Alla base di questo meccanismo c’è una partecipazione attiva da parte dei sostenitori che decidono di investire: essi non solo apprezzano ciò che viene proposto ma partecipano finanziariamente alla realizzazione. Si va a creare una conversazione tra imprenditori e investitori, una comunicazione chiara e focalizzata alla concretezza.

Già nel 2005 si era sentito parlare di crowdfunding (il primo sito probabilmente è l’italiano Produzionidalbasso), ma solo con la nascita di Kickstarter nel 2009 il fenomeno assume una dimensione globale (ad oggi solo su questo sito sono stati investiti più di 2.5 miliardi di dollari).
Il mercato del crowdfunding è in assoluta esplosione . Si stima una raccolta di $34,4 mld nel 2015, ma il fatto interessante è che sta continuando a più che raddoppiare ogni anno. Nel 2015 la crescita è stata stimata nel 112%.

Esistono 5 tipologie di crowdfunding anche se talvolta qualche campagna ne contempla più di una contemporaneamente.

DONATION CROWDFUNDING > Donazioni > Benefici intangibili > Motivazioni intrinseche sociali

REWARD CROWDFUNDING > Donazioni/pre-acquisti > Reward e benefici intangibili > Combinazione di motivazioni intrinseche/sociali e desiderio dei reward

CROWDFUNDED LENDING > Prestiti > Restituzione con o senza interessi > Combinazione di motivazioni intrinseche/sociali e motivazioni finanziarie

REVENUE SHARING > Prestiti/investimenti > Pagamento di percentuale dei profitti > Combinazione di motivazioni intrinseche/sociali e motivazioni finanziarie

EQUITY CROWDFUNDING > Investimenti > Eventuale ritorno finanziario, a volte anche rewards > Combinazione di motivazioni intrinseche/sociali e motivazioni finanziarie

Per quanto riguarda il fundraising digitale la modalità corretta è il Donation Crowdfunding. Si tratta del classico meccanismo delle donazioni, ma parlare di «crowdfunding» ora è più in voga. In questo caso i sostenitori donano gratuitamente il loro denaro, senza aspettarsi un beneficio tangibile in seguito alla transazione. Il settore interessato è quello delle aziende no-profit, il cui pubblico è spinto da motivazioni filantropiche più che economiche o finanziarie.